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Sessuologo: chi è, cosa fa e quando rivolgersi a lui

Sessuologo: chi è, cosa fa e quando rivolgersi a lui

Scritto da
Il Team di Miosessuologo
09
October
2026

Ci sono difficoltà di cui può essere relativamente semplice parlare con un professionista.

Con il sesso, spesso, è diverso.

“È normale avere così poco desiderio?”

“Perché quando arriva il momento mi blocco?”

“Con il mio partner stiamo bene, ma sessualmente qualcosa non funziona più.”

“Dovrei parlarne con uno psicologo, con un medico o con un sessuologo?”

Il sessuologo è proprio una delle figure a cui ci si può rivolgere quando qualcosa nella propria sessualità o nell’intimità comincia a creare disagio, dubbi o distanza.

Ma il termine può generare confusione, anche perché non indica in Italia una professione sanitaria autonoma come “psicologo” o “medico”.

Se ti chiedi se un sessuologo possa aiutarti a parlare di quello che vivi, il primo passo può essere semplice: compila il questionario e troviamo il sessuologo giusto per te, in due click.

Chi è davvero il sessuologo?

In ambito clinico, il sessuologo è generalmente uno psicologo o un medico che ha approfondito la sessualità attraverso una formazione specifica.

La Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS), per esempio, riserva il proprio percorso di sessuologo clinico a laureati in Psicologia o Medicina e Chirurgia regolarmente iscritti ai rispettivi Albi professionali.

La sessuologia diventa quindi una competenza che si aggiunge alla professione di partenza.

Questo è importante perché la sessualità coinvolge contemporaneamente aspetti diversi: corpo, emozioni, pensieri, relazione, storia personale e momento di vita.

Di conseguenza, il lavoro del professionista dipende anche dalla sua formazione di base.

Uno psicologo formato in sessuologia può lavorare sugli aspetti psicologici e relazionali della difficoltà. Un medico con formazione sessuologica può approfondirne anche le componenti organiche nell’ambito delle proprie competenze.

In alcuni casi le due prospettive possono collaborare.

Il sessuologo non insegna “come fare sesso meglio”

L’immagine del sessuologo come esperto di tecniche o performance racconta poco del lavoro che avviene realmente.

Una persona può arrivare perché perde l’erezione durante i rapporti.

Ma dietro quella difficoltà possono esserci ansia, paura di deludere il partner, un cambiamento nella relazione, un farmaco oppure una componente organica da approfondire.

Un’altra persona può chiedere aiuto per un calo del desiderio e scoprire che ciò che sta vivendo ha a che fare con stress, rapporto con il proprio corpo, cambiamenti ormonali o con il modo in cui si sta vivendo l’intimità nella coppia.

Il punto non è imparare una tecnica per “funzionare meglio”.

È capire che cosa sta succedendo e quali elementi stanno contribuendo a quella specifica esperienza.

Per quali difficoltà ci si può rivolgere a un sessuologo?

Non bisogna necessariamente avere una disfunzione sessuale diagnosticata.

Una consulenza sessuologica può riguardare, per esempio, difficoltà di desiderio o eccitazione, problemi di erezione o eiaculazione, difficoltà a raggiungere l’orgasmo, dolore durante i rapporti o ansia legata alla sessualità.

Ma può riguardare anche qualcosa di meno facilmente definibile:

sentirsi bloccati nell’intimità;

avere difficoltà a comunicare ciò che piace;

vivere desideri molto diversi dal proprio partner;

provare vergogna o forte pressione rispetto alla performance;

attraversare un cambiamento nella propria vita sessuale che non si riesce ancora a comprendere.

Ci sono poi fasi della vita che possono modificare il modo in cui viviamo il corpo e la sessualità: gravidanza e post-parto, menopausa, cambiamenti legati all’età, una malattia o l’inizio di una terapia farmacologica.

Non tutto ciò che cambia richiede un trattamento.

Può però essere utile parlarne quando quel cambiamento comincia ad avere un peso nella propria vita.

Sessuologo o psicologo: che differenza c’è?

Questa distinzione è meno netta di quanto possa sembrare.

Uno psicologo è un professionista abilitato che si occupa di processi psicologici, emozioni, comportamenti e relazioni.

Un sessuologo clinico, quando ha una formazione psicologica, è quindi uno psicologo che possiede anche competenze specifiche sulla sessualità.

Se il problema riguarda soprattutto il sesso e l’intimità, scegliere uno psicologo formato in sessuologia può avere il vantaggio di trovare un professionista abituato a lavorare proprio con questi temi.

Questo non significa però che ogni difficoltà possa essere spiegata psicologicamente.

Se compaiono dolore, cambiamenti fisici improvvisi, difficoltà erettive persistenti, alterazioni ormonali o altri sintomi, può essere utile affiancare anche una valutazione medica.

A seconda della situazione possono entrare in gioco figure come ginecologo, andrologo, urologo o altri specialisti.

La domanda, quindi, non è sempre “sessuologo o medico?”.

A volte la risposta migliore è proprio un lavoro che tenga conto di entrambe le dimensioni.

E lo psicoterapeuta?

Psicologo e psicoterapeuta non sono sinonimi.

Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che, dopo la laurea e l’abilitazione, ha completato una formazione specialistica in psicoterapia.

Un professionista può quindi essere contemporaneamente psicologo, psicoterapeuta e sessuologo, se possiede le diverse formazioni.

La scelta dipende anche dal tipo di lavoro necessario.

Una consulenza sessuologica può essere focalizzata su una difficoltà specifica. In altri casi ciò che emerge può avere radici più ampie nella storia personale, nell’ansia, nel rapporto con il corpo o nelle dinamiche relazionali e può essere indicato un percorso psicoterapeutico più approfondito.

Non è necessario saperlo prima di iniziare.

Anche capire quale tipo di supporto sia più adatto può far parte dei primi colloqui.

Come funziona un percorso sessuologico?

La prima cosa che succede, generalmente, è molto meno particolare di quanto si possa immaginare:

si parla.

Il professionista cerca di comprendere cosa sta accadendo, quando è iniziato, in quali situazioni compare e come la persona lo sta vivendo.

Può essere importante ricostruire la storia della difficoltà, ma anche il rapporto con il proprio corpo, la relazione, il desiderio, eventuali condizioni mediche o farmaci e ciò che accade concretamente durante l’intimità.

Non esiste però un interrogatorio standard.

Una difficoltà sessuale acquista significato soprattutto all’interno della storia della persona che la sta vivendo.

Da ciò che emerge si può poi decidere su cosa lavorare: ansia e pensieri legati alla performance, conoscenza del proprio piacere, comunicazione nella coppia, aspettative sulla sessualità oppure specifiche difficoltà sessuali.

Quando necessario, il professionista può anche suggerire un approfondimento medico.

Si può andare dal sessuologo anche in coppia?

Sì.

A volte la difficoltà riguarda soprattutto una persona, ma viene vissuta inevitabilmente anche nella relazione.

Un calo del desiderio può essere interpretato dall’altro come mancanza di attrazione. Una difficoltà erettiva può generare preoccupazione in entrambi. Una differenza nella frequenza desiderata dei rapporti può trasformarsi progressivamente in un conflitto.

In questi casi lavorare con entrambi può permettere di osservare non soltanto il sintomo, ma ciò che succede intorno ad esso nella coppia.

Altre volte, invece, il percorso individuale è più indicato.

Non esiste una modalità migliore in assoluto: dipende dal problema, dagli obiettivi e dalle persone coinvolte.

Quando è il momento di rivolgersi a un sessuologo?

Non serve stabilire se la propria difficoltà sia abbastanza grave.

Può avere senso chiedere aiuto quando qualcosa nella sessualità comincia a creare sofferenza, frustrazione o distanza, oppure semplicemente quando continua a generare domande a cui da soli non si riesce a dare una risposta.

Si può chiedere aiuto anche prima che un problema diventi enorme.

E non è necessario sapere già se ciò che stiamo vivendo sia “fisico” o “psicologico”.

A volte è proprio il percorso di approfondimento a permettere di capirlo.

Il compito del sessuologo non è stabilire quale dovrebbe essere la vita sessuale di una persona o di una coppia.

È aiutare a comprendere quella che si sta vivendo davvero e, quando qualcosa crea difficoltà, cercare insieme un modo per viverla con maggiore libertà e serenità.

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